Sentiero dei Villaggi di pietra - Segnavia 242


Sicuramente la più emozionante escursione della val Borbera, capace di guidarci alla scoperta dei resti di alcuni tra i più caratteristici e antichi paesi abbandonati della valle.
Raggiungiamo Vegni (mt. 1044) e parcheggiamo nella piazza del paese, dove iniziamo a seguire il segnavia 242, che attraversa la frazione per proseguire su un’ampia sterrata: la abbandoniamo solo in corrispondenza della Sella dei
Campassi (mt. 1142), uno splendido balcone panoramico sulla Valle dei Campassi, situata ai piedi del Monte Antola.
Camminiamo tra faggi, carpini, noccioli, castagni e aceri e dopo circa 45 minuti di cammino sul sentiero 242, ci troviamo improvvisamente tra i ruderi della prima borgata abbandonata, Casoni di Vegni (mt. 1045), che ci accoglie cupa all’interno del bosco.
Il sentiero la attraversa e sale più ripido al termine del paese, per poi proseguire pianeggiante alla volta di Ferrazza (mt. 1110), il secondo paese fantasma, che raggiungiamo dopo circa 15 minuti: qui un tentativo di recupero c’è stato, lo
dimostrano le case ancora in un discreto stato di conservazione, per lo meno alcune.
Lasciamo il bel pianoro dove si trova Ferrazza per incamminarci alla volta dell’ultimo paese abbandonato, il più suggestivo e conosciuto: Reneuzzi (mt.1078). L’arrivo nella borgata è preannunciato dalla vista del piccolo cimitero e del campanile a vela dell’oratorio intitolato a San Bernardo, che compaiono all’improvviso di fronte a noi dopo una svolta del sentiero, simbolo di una civiltà contadina che ha tentato di resistere e che è giunta fino a noi attraverso la figura del suo ultimo abitante. La storia di Davide, protagonista, nel 1961, del brutale omicidio dell’amata Maria, finisce per intrecciarsi con la storia dell’abbandono del villaggio e consegna alla valle intera un peso che ancora oggi è possibile percepire.
Camminiamo tra i ruderi e l’erba alta e distinguiamo appena quella che era la vecchia struttura del paese, oggi sempre più vicino a scomparire: al centro di Reneuzzi, nei pressi di una costruzione dalla curiosa forma arrotondata, svoltiamo a destra sul 242 e scendiamo ripidi verso il fondovalle.
In circa 40 minuti, i tornanti ci accompagnano sul greto del Rio dei Campassi (mt.848), in un luogo magico dove i resti di due antichi mulini in pietra – il Mulino dei Gatti e il Mulino Gelato – testimoniano la vocazione contadina della valle. Qui è
possibile fermarsi a respirare, contemplando il Rio dei Campassi che scende impetuoso e gonfio di energia: se meno di un secolo fa la gente dell’appennino riusciva a vivere e a produrre in questi luoghi, tra mille fatiche, è facile pensare
che, forse, la civiltà contadina dell’appennino avrebbe ancora molto da insegnare a noi e ai nostri figli.
Proseguiamo sul sentiero 242 e, attraversato il Rio dei Campassi, saliamo ripidi verso Croso (mt. 1002), piccola borgata sul versante sinistro della valle e punto terminale dell’escursione.

Il percorso in breve


Lunghezza 7,3 km
Segnavia 242
Dif icoltà E

Path of the Stone Villages - Marker 242

 

Certainly the most exciting excursion in the Borbera valley, able of guiding us to discover the remains of some of the most characteristic and ancient abandoned villages in the valley. 

We reach Vegni (mt. 1044) and park in the town square, where we begin to follow marker 242, which crosses the hamlet to continue on a wide dirt track: we leave it only at the Sella dei Campassi (mt. 1142), a splendid panoramic balcony over the Campassi Valley, located at the foot of Monte Antola.

We walk among beech, hornbeam, hazel, chestnut and maple trees and after about 45 minutes of walking on path 242, we suddenly find ourselves among the ruins of the first abandoned village, Casoni di Vegni (mt. 1045), which greets us in the woods. 

The path crosses it and climbs steeper at the end of the town, and then continues flat towards Ferrazza (mt. 1110), the second ghost town, which we reach after about 15 minutes: here an attempt to recover has been made, as shown by the houses still in a fair state of conservation, at least some. 

We leave the beautiful plateau where Ferrazza is located to walk towards the last abandoned village, the most suggestive and well known: Reneuzzi (mt. 1078). The arrival in the village is heralded by the sight of the small cemetery and the bell tower of the oratory dedicated to San Bernardo, which suddenly appears in front of us after a turn in the path, symbol of a farming civilization that has tried to resist and which has come down to us through the figure of its last inhabitant. The story is about Davide, whose brutal murder of his beloved Maria in 1961 ends up intertwining with the story of the abandonment of the village and gives the whole valley a weight that is still possible to feel today. 

We walk among the ruins and the tall grass and we hardly distinguish what was the old structure of the village, today ever closer to disappearing: in the centre of Reneuzzi, near a building with a curious rounded shape, we turn right on path 242 and go down steep towards the valley floor.

In about 40 minutes, the hairpin bends accompany us on the bank of the Rio dei Campassi (mt. 848), in a magical place where the remains of two ancient stone mills - the Mulino dei Gatti and the Mulino Gelato - testify to the peasant vocation of the valley. Here it is possible to stop and breathe, contemplating the Rio dei Campassi which descends impetuously and swollen with energy: if less than a century ago the people of the Apennines managed to live and stay in these places, amid a thousand efforts, it is easy to think that, perhaps, the peasant civilization of the Apennines would still have much to teach us and our children. 

We continue on path 242 and, crossed the Rio dei Campassi, we climb steeply towards Croso (mt. 1002), a small village on the left side of the valley and the end point of the excursion.

 

The itinerary, in short

Length 7.3 km

Marker 242

Difficulty E

Foto Maurizio Carucci

mulino di campassi.JPG